Qual è stato l’ultimo pasto di un dinosauro 110 milioni anni fa? Uno studio lo rivela

Grazie allo stomaco di un dinosauro conservato benissimo, i ricercatori hanno esaminato l’ultimo pasto di questa creatura erbivora vecchia 110 milioni di anni. Si tratta dello stomaco (meglio conservato trovato fino ad oggi) appartenente alla specie B. markmitchelli.

Poco prima che la sfortunata creatura (con un peso di circa 1.300 chilogrammi) venisse spazzata via dal mare, forse per colpa di un’alluvione, gli scienziati affermano che, di tutto il materiale fogliare masticato trovato nelle viscere, l’88% era costituito da foglie di felce, e solo il 7% era costituito da steli e ramoscelli.

Quando abbiamo esaminato al microscopio sezioni sottili del contenuto dello stomaco, siamo rimasti scioccati nel vedere materiale vegetale magnificamente conservato e concentrato“, afferma il biologo David Greenwood della Brandon University in Canada. “Nelle rocce marine [il luogo in cui è stato trovato il dinosauro] non vediamo quasi mai una così straordinaria conservazione delle foglie, inclusi gli sporangi microscopici che producono spore di felci.

In tutto, il team ha trovato 50 tipi di microfossili vegetali, tra cui sei tipi di muschi, una grande varietà di felci, diversi tipi di conifere e due piante da fiore. I ricercatori hanno anche scoperto la presenza di gastroliti, rocce che vengono deliberatamente ingerite dagli animali per aiutare la digestione di materiali difficili.

La scoperta più intrigante è stata la presenza di vegetazione bruciata, che potrebbe essere stata mangiata per caso o potenzialmente di proposito. Ciò indica che l’animale stesse camminando in un’area recentemente bruciata, approfittando di un recente incendio per cibarsi. “Questo adattamento all’ecologia del fuoco è una nuova informazione“, continua l’uomo. “Come i grandi erbivori vivi oggi, come alci e cervi ed elefanti in Africa, queste creature con la loro alimentazione avrebbero modellato la vegetazione sul paesaggio, possibilmente mantenendo aree più aperte dal loro pascolo“, spiega Greenwood.

Nonostante alcuni piccoli dubbi, questi dati rappresentano la migliore prova diretta disponibile della dieta in un dinosauro erbivoro non aviario.

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