Una nuova, possibile, arma contro la rilevazione del COVID-19: l’olfatto dei cani

Non è raro sentir parlare in questi tempi della mancanza dei tamponi, una procedura diagnostica che viene utilizzata per individuare la presenza o meno del coronavirus all’interno del nostro organismo. Tuttavia, dei cani appositamente addestrati potrebbero sopperire a questa grave mancanza.

I miglior amici dell’uomo, infatti, sono in grado di effettuare test su 750 persone ogni ora, secondo il London School of Hygiene and Tropical Medicine (LSHTM), dall’Università di Durham e dall’organizzazione Medical Detection Dogs. LSHTM ha pubblicato un comunicato stampa alla fine di marzo che descrive il progetto sperimentale, che sta cercando di stabilire se i cani siano in grado o no di rilevare in modo affidabile COVID-19 allo stesso modo di altre malattie.

Se le prove iniziali avranno successo, si andrà avanti. In cosa consiste questo addestramento? Gli esperti faranno annusare ai cani le maschere facciali dei pazienti con coronavirus per scoprire se il COVID-19 abbia un odore unico. “Non sappiamo ancora se il COVID-19 abbia un odore specifico, ma sappiamo che altre malattie respiratorie cambiano il nostro odore del corpo, quindi c’è una possibilità“, afferma James Logan, capo del dipartimento di controllo delle malattie dell’LSHTM. “Questo nuovo strumento diagnostico potrebbe rivoluzionare la nostra risposta alla pandemia.

I cani sono già utilizzati per aiutare ad identificare cancro, la malaria e il morbo di Parkinson. “Ci sono già stati così tanti risultati fantastici nel lavoro dei cani per rilevare le malattie umane, e credo che possano essere addestrati per fiutare il COVID-19“, aggiunge infine Claire Guest, CEO dell’ente senza scopo di lucro Medical Detection Dogs.

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